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Papa in Lettonia: messa ad Aglona, no a “vendetta” o “furore”. “Accoglierci tutti senza discriminazioni”

“Vi chiedo dal profondo del mio cuore: non lasciate che la vendetta o l’furore si facciano strada nel vostro cuore. Se lo permettessimo, non saremmo veri cristiani, ma fanatici”. Così scriveva mons. Sloskans, arrestato e in esilio, ai suoi genitori. “In tempi nei quali sembrano ritornare mentalità che ci invitano a diffidare degli altri, che con statistiche ci vogliono dimostrare che staremmo meglio, avremmo più prosperità, ci sarebbe più sicurezza se fossimo soli, Maria e i discepoli di queste terre ci invitano ad accogliere, a scommettere di nuovo sul fratello, sulla fraternità universale”, ha detto il Papa nell’omelia della Messa celebrata oggi nell’area del Santuario della Madre di Dio di Aglona. “Sempre costa l’armonia quando siamo diversi, quando gli anni, le storie e le circostanze ci pongono in modi di sentire, di pensare e di fare che a prima vista sembrano opposti”, ha riconosciuto Francesco, ma “quando con fede ascoltiamo il comando di accogliere e di essere accolti, è possibile costruire l’unità nella diversità, perché non ci frenano né ci dividono le differenze, ma siamo capaci di guardare oltre, di vedere gli altri nella loro dignità più profonda, come figli di uno stesso Padre”. Alla fine della sua omelia, Francesco è tornato sullo “Stabat mater”: “In questa, come in ogni Eucaristia, facciamo memoria di quel giorno. Ai piedi della croce, Maria ci ricorda la gioia di essere stati riconosciuti come suoi figli, e suo Figlio Gesù ci invita a portarla a casa, a metterla al centro della nostra vita. Lei vuole donarci il suo coraggio, per stare saldamente in piedi; la sua umiltà, che le permette di adattarsi alle coordinate di ogni momento della storia; e alza la sua voce affinché, in questo suo santuario, tutti ci impegniamo ad accoglierci senza discriminazioni, e che tutti in Lettonia sappiano che siamo disposti a privilegiare i più poveri, a rialzare quanti sono caduti e ad accogliere gli altri così come arrivano e si presentano dinanzi a noi”.