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L’accoppiata lettone fa volare l’Alma Strautins si conferma, Silins è già del gruppo

TRIESTE

Il primo, meglio dimenticarlo. A dire il vero, ci ha messo parecchio del suo per venir confinato nell’oblio. Kaspars Cipruss. Ala-centro, 206 centimetri che portati a spasso agli Europei Under 18 del 2000 gli valsero l’attenzione di Trieste allora Telit. Il giovanotto lettone, miglior rimbalzista della kermesse giovanile e corteggiato anche da altri club, venne convinto a sposare la causa biancorossa. Sugli argomenti usati per strappare il sì a lui e al padre che lo gestiva all’era si sprecarono le leggende metropolitane.

Cipruss, nella Telit di Luca Banchi, fece tanta panchina e una sola partita da ricordare, con Avellino, in diretta tv, 15 rimbalzi e la peggior prestazione dalla lunetta della storia della Pallacanestro Trieste (3 su 10, Halloway era una macchina da liberi al confronto). Quando come coach arrivò Cesare Pancotto, Cipruss finì ai margini delle rotazioni e, cacciato in estate, lanciò il suo anatema contro l’allenatore: «Verrà ricordato come quello che tagliò il grande Cipruss.». Sì, come no... Pancotto ha superato le mille panchine in carriera, Cipruss tornò a giocare nel campionato lettone.

Altri tempi. E anche altri giocatori, per fortuna. La Trieste lettone edizione 2018 in 111 minuti ha già compiuto ben più di quello che combinò il buon Kaspars in un intatto campionato. Arturs Strautins è arrivato alla corte di Dalmasson la scorsa estate come una interessante scommessa fermata con un triennale dopo una buona stagione in A2 con Orzinuovi. Progetto tecnico del coach biancorosso: farne il mastino difensivo sulle ali avversarie. Ma nel frattempo Strautins - che ha fatto il pieno di autostima con il quintetto ideale agli Europei B Under 20 e la convocazione nella Lettonia A - ha colto al volo l’occasione procurata dalla inammissibile catena di jatture dell’Alma. Più si è riempita l’infermeria, più si è dilatato di conseguenza il minutaggio di Arturs. In tre partite sta tenendo una media di oltre 13 punti in 27 minuti tirando da tre punti con il 43,8%. Segna, difende, sa pencolare tra lo spot di ala piccola e quello di “4” tattico. E ha solo 20 anni. È anche “colpa” sua se lo spazio per Walker si è assottigliato.

Ojars Silins, invece, è arrivato con un gettone di due mesi per tamponare l’assenza di Knox, pur avendo caratteristiche diverse. Una presa notevole per l’Alma che si è messa in casa un’ala bidimensionale che a Trento, ultima finalista scudetto, stava in campo 24 minuti. Si è allenato con i biancorossi da martedì ma domenica scorsa all’Allianz Dome è sembrato far parte del gruppo da sempre.

Specialista delle triple, sul parquet Silins mette quella grinta e quella passionalità che piacciono ai tifosi. Difende, non ha paura dei contatti, non è mai stato statisticamenteun gran rimbalzista ma sa farsi sentire. Contro Brescia è stato con Sanders e Mosley il giocatore più impiegato: 29 minuti.

La (ex) scommessa e il gettonaro, in sostanza, sono stati tra le chiavi del successo. E Trieste si coccola il suo tandem lettone. —