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Lettonia spiega il rifiuto di partecipare al progetto Nord Stream-2

Sostenere il progetto, promosso per interessi geopolitici russi, è una minaccia per la sicurezza dello stato e non soddisfa i suoi interessi economici.

Lo ha detto ai giornalisti venerdì il ministro degli esteri lettone Edgars Rinkevichs. Noord Natie Ventspils Terminals e Eurohome Latvija, i due terminali portuali, hanno ricevuto la proposta di partecipare alla costruzione del gasdotto Nord Stream 2, per stoccaggio e fornitura di tubi attraverso il porto. Lo ha annunciato in conferenza stampa il presidente del consiglio di amministrazione dal porto di Ventspils e il sindaco di Ventspils Ivar Lembergs. Il governo della Lettonia questa settimana ha già deciso di non sostenere la partecipazione di Ventspils  al progetto.

Secondo il capo della diplomazia, l'uso del territorio dello stato per la costruzione del Nord Stream 2 può essere utilizzato come copertura per attività di intelligence dei servizi segreti russi in Lettonia, complicherà il processo di adozione di soluzioni veloci e tempestive per la corretta collocazione e lo sviluppo desiderato di infrastrutture di difesa del paese. "Il governo della Lettonia e il ministero degli esteri non danno sostegno al progetto perché in contrasto con i principi fondamentali della nostra politica estera e della cooperazione con i paesi dell'Unione Europea e della NATO nella regione, con cui è in atto un programma congiunto di progetti di infrastrutture" ha detto  Rinchevich. 

Accettare per la Lettonia avrebbe senso generare una spaccatura tra i paesi della regione e avrebbe fatto perdere credibilità alla Lettonia con i suoi alleati europei e americani, ritengono al ministero degli Esteri.

A sua volta ha dichiarato il sindaco di Ventspils, che il ministero degli esteri non vuole che la Lettonia partecipi alla realizzazione di questo progetto, così come non lo vuole la Polonia. "Né il ministero degli affari esteri, né il governo della Lettonia fa il lobbista contro gli interessi di altri paesi" ha sottolineato  Rinchevich. Da parte sua, il deputato del Parlamento europeo Krishianis Karinsh ammette che alcuni imprenditori potrebbero guadagnare da questo progetto, ma esso avrebbe minacciato la sicurezza energetica e geopolitica della Lettonia.

"Se i porti di Svezia, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lituania e Lettonia hanno rifiutato l'offerta, il progetto diventerà sempre più costoso, pertanto, bisogna resistere in tutti i modi, non consentendo di rafforzare la dipendenza dell'Europa da Mosca".