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La Lettonia vuole introdurre una tassa per chi parla russo nelle aziende

Un membro del Nuovo partito conservatore lettone ha proposto di far pagare la traduzione a chi non parla lettone nelle aziende private e pubbliche.

Eva Martuza, un membro del Consiglio comunale di Riga del Nuovo partito conservatore, ha proposto di far pagare la traduzione in russo ai clienti e dipendenti di aziende statali e private.

Secondo il deputato, se un dipendente di una società statale o privata è costretto a parlare russo con un cliente, quest’ultimo dovrà pagarlo anche per il servizio di traduzione.

"Quanto costa il servizio di traduzione dal lettone al russo? La tariffa è di 10 euro per 5 minuti. Se non capisci la lingua (lettone), paga la traduzione. Il lavoro del traduttore deve essere pagato", ha scritto Martuza su Twitter.

In Lettonia, la lingua di stato è il lettone. Il russo ha lo status straniero, nonostante sia la prima lingua di circa il 40% della popolazione. Il nuovo partito conservatore nella Duma di Riga è all’opposizione.

La guerra alla lingua russa in Lettonia

La Lettonia, ma anche la Lituania e l’Estonia, ha lanciato una guerra alla lingua russa contrastandola in tutti gli ambiti.

Ad modello in precedenza la commissione della Lettonia per gli affari sociali e del lavoro ha approvato il disegno di legge, che consente ai cittadini della repubblica e ai titolari di un permesso di soggiorno di comunicare solo in lingua lettone. L'obiettivo degli emendamenti è "eliminare la discriminazione linguistica dei lettoni sul lavoro, e promuovere il loro rimpatrio e stabile soggiorno in Lettonia".

Un altra operazione contro la lingua russa è stata condotta recentemente dal Consiglio Nazionale lettone per i media, che ha sospeso la trasmissione di nove canali televisivi russi, che fanno capo, secondo l'agenzia, all'uomo d'affari russo Yuri Kovalchuk.

Il Consiglio nazionale lettone ha motivato il fatto dicendo che l'uomo d'affari Yuri Kovalchuk è incluso nella lista degli individui sottoposti alle sanzioni del Consiglio europeo per violazione dell'integrità territoriale dell'Ucraina.

Le autorità dei paesi baltici hanno ripetutamente ostacolato il lavoro dei media russi. Il Ministero degli Esteri della Federazione Russa, sottolinea che tale condotta rivela un evidente coordinamento tra Vilnius, Riga e Tallinn.