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Domenica torna l'ora solare, quanto si è risparmiato?

Addio ora legale. Le lancette andranno spostate un'ora indietro, dalle 3 alle 2, nella notte tra sabato 28 e domenica 29 ottobre. Ma quanto impatta sulla bolletta energetica nazionale questa convenzione?

Domenica 29 ottobre, alle 3, torna l'ora solare e le lancette dell'orologio andranno spostate un'ora indietro. Si dormirà un'ora in più e, come sappiamo bene, le giornate saranno "più corte".  L'ora legale tornerà di nuovo domenica 25 marzo 2018.

La convenzione di spostare le lancette dell'orologio per ottenere un risparmio energetico grazie al minore utilizzo dell'illuminazione elettrica - dovuto all'ottimizzazione dello sfruttamento delle ore di luce solitamente "sprecate" a causa delle abitudini di orario - è in vigore dal 1996 in tutti i paesi dell'Unione europea, in Svizzera, in Norvegia, e, con modalità diverse, in molti paesi extraeuropei. Negli Stati Uniti l'ora legale (daylight saving time) è entrata il 15 marzo, mentre l'ora solare tornerà il prossimo 5 novembre

In Italia l'ora legale nasce come misura di guerra nel 1916, come nel Regno Unito dove, lo stesso anno, la Camera dei Comuni, diede il via libera al British Summer Time. Rimasta in uso fino al 1920, abolita e poi di nuovo ripristinata più volte, viene utilizzata per un periodo di massima durata nel corso della Seconda Guerra mondiale: dalha reso noto che dal 26 marzo 2017,  grazie proprio allo sfruttamento di quell'ora quotidiana di luce in più, l'Italia ha risparmiato complessivamente 567 milioni di kilowattora (quanto il consumo medio annuo di elettricità di oltre 200 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 320mila tonnellate.

Considerando che nel periodo di riferimento un kilowattora è costato in media al cliente domestico tipo circa 19,5 centesimi al lordo delle imposte, il risparmio per il 2017 è pari a 110 milioni di euro.  Nei mesi di aprile e ottobre si è registrato, come di consueto, il maggior risparmio di energia elettrica. Ciò è dovuto al fatto che questi due mesi hanno giornate più "corte" in termini di luce naturale, rispetto ai mesi dell'intatto periodo. Spostando in avanti le lancette di un'ora, quindi, si ritarda l'utilizzo della luce artificiale in un momento in cui le attività lavorative sono ancora in pieno svolgimento.

Nei mesi estivi come luglio e agosto, invece, poiché le giornate sono già più lunghe rispetto ad aprile, l'effetto "ritardo" nell'accensione delle lampadine si colloca nelle ore serali, quando le attività lavorative sono per lo più terminate, e fa registrare risultati meno evidenti in termini di risparmio di elettricità.

Dal 2004 al 2017, secondo i dati elaborati da Terna, il minor consumo di elettricità per il Paese dovuto all'ora legale è stato complessivamente di circa 8 miliardi e 540 milioni di kilowattora (quantitativo equivalente alla richiesta di energia elettrica annua di una regione come la Sardegna) e ha comportato in termini economici un risparmio per i cittadini di circa 1 miliardo e 435 milioni di euro.