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Lettonia: tattica e versatilità per confermarsi a Eurobasket 2017

A poco più di 70 giorni dalla prima palla a due della rassegna continentale che si svolgerà in quattro paesi (Israele, Romania, Finlandia e Turchia), andiamo a conoscere una delle nazionali baltiche presenti alla manifestazione: la Lettonia che si è classificata all’ottavo posto ad Eurobasket 2015.

Le qualificazioni e la prima fase: il grande inizio della Lettonia

La città di Riga, capitale situata nella parte occidentale della Lettonia, ha ospitato alcune partite della prima fase della passata manifestazione continentale. Nonostante ciò, la nazionale lettone ha disputato il girone di qualificazione ottenendo risultati importantissimi. La Lettonia infatti  ha staccato il pass per la fase finale grazie ad un record di 6 vittorie e 0 sconfitte; in un girone che comprendeva la Slovacchia, la Romania e la Svezia.

Nel primo girone della fase finale la squadra di coach Ainārs Bagatskis, capace di portare la nazionale baltica alla terza qualificazione consecutiva del suo operato, viene sorteggiata insieme a Belgio, Ucraina, Estonia, Lituania e la sorprendente Repubblica Ceca.  La squadra lettone, nonostante un girone complicato e le due pesanti sconfitte contro l’Ucraina e la corazzata lituana, riesce ad ottenere il passaggio agli ottavi di Lille contro la temibile Slovenia del meneghino Zoran Dragic.

La minuziosità tattica porta ad un grande piazzamento la Lettonia

Il 12 settembre 2015 a Lille va in scena l’ottavo di finale tra la Lettonia e la Slovenia. In una partita caratterizzata da parziali e contro parziali, la squadra di Ainārs Bagatskis passa il turno con una vittoria sofferta, affrontando successivamente la Francia padrona di casa.

Il successo della squadra lettone è stato costruito minuziosamente con un gioco offensivo fatto di schemi pronti ad aprire il campo sugli esterni, sfruttando con tagli back-door o con ottimi blocchi orizzontali gli spazi lasciati dalla difesa avversaria. Tutto ciò viene coaudivato dalla regia sapiente di Strelnieks e supportato dalla stella Dairis Bertans, capace di attaccare molto bene qualsiasi difesa grazie alle sue ottime doti offensive. In questa squadra è fondamentale l’utilizzo dei tre lunghi Kaspars Berzins, Rolands Freimanis e Mareks Mejeris, capaci di poter segnare anche dalla lunga distanza o dopo un pick and roll laterale, che può permettere una facile conclusione in area o uno scarico per Janis Blums, Janis Timma o Kristaps Janicenoks; ottimi realizzatori dalla lunga distanza.

In fase difensiva però la Lettonia vive a sprazzi: se in condizione di gioco piazzato, Bertans e compagni sono difficili da affrontare, la transizione difensiva e gli uno contro uno in campo aperto sono il tallone d’achille della squadra di coach Bagatskis, che ha dimostrato di soffrire tantissimo squadre più esperte come la Francia ai quarti di finale, e successivamente la Grecia agli spareggi.

Aspettative sulla Lettonia a Eurobasket 2017

Con le tre sconfitte consecutive contro la Francia ai quarti di finale e successivamente agli spareggi contro la Grecia e la Repubblica Ceca, i lettoni hanno concluso il loro ultimo torneo europeo all’ottavo posto finale, ottenendo la qualificazione diretta all’imminente Eurobasket 2017. La nazionale lettone è stata sorteggiata in un gruppo molto impegnativo, che comprende la Serbia vice campione Olimpica, la Russia, la Turchia padrona di casa, infine il Belgio e il Regno Unito.

Sicuramente lo staff tecnico lettone punterà ancora una volta sulla tattica e sulla versabilità del proprio roster per ottenere ancora grandissimi risultati come quello della scorsa edizione. La qualità potrebbe essere ancora maggiore se verrà confermata la presenza della giovane stella Kristaps Porzingis dei New York Knicks, che cambierebbe sostanzialmente la qualità a disposizione di coach Bagatskis. Sarà anche il suo giovanissimo talento a migliorare ancor di più le aspettative sulla nazionale lettone, che parte ancora una volta come mina errante di questo torneo? Lo scopriremo il prossimo settembre all’esordio contro la temibile Serbia di Sasha Djordjevic.