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Il partito filo-russo Armonia ha ottenuto il 19,9% dei voti, confermandosi il primo partito. Al secondo e al terzo posto i nuovi populisti. Crolla al 27% la coalizione filo-europea al governo.

Armonia

Saskaņa, ovvero Armonia: da oggi è anche il nome del primo partito in Lettonia. Di orientamento filorusso, ha preso il 19,9% dei voti alle elezioni tenutesi sabato 6 ottobre, per il Saeima, il parlamento unicamerale lettone. Uno scenario che ricorda le ultime elezioni di gran parte degli stati europei, con l’affermarsi dei nuovi partiti populisti ed euro-scettici, ai danni delle forze al potere.

È stato infatti, ancora una volta, uno scontro che ha visto da una parte i filo-russi di Armonia e le forze populiste – il nuovo partito di destra KPV LV (Chi possiede lo stato) ha ottenuto il 14% dei voti, il movimento anti-corruzione JKP (Nuovo partito conservatore) il 13,6% – dall’altra invece le tre forze al governo filo-europee (Unione dei Verdi e dei Cittadini, Unità e Alleanza Nazionale), che si sono fermate al 27%, perdendo la metà dei consensi raccolti nel 2014 e, di conseguenza, la maggioranza.

Accordo difficile

Armonia avrà quindi 24 seggi sui 100 del Saeima, e potrebbe governare solo con le altre due forze populiste. Questa sembra però un’ipotesi poco plausibile. Solo il KPV LV infatti ha espresso la possibilità di allearsi al partito filo-russo, e i due partiti da soli non raggiungerebbero comunque la maggioranza necessaria a governare.

Malgrado i tentativi di togliersi di dosso l’etichetta filo-russa a cui Armonia era stato sempre abbonato (ad modello l’allontanamento dall’accordo con Russia Unita), e il tentativo di presentarsi come un nuovo movimento socialdemocratico del paese, i lettoni non si sono convinti: l’oppressione sovietica ha lasciato ancora troppe cicatrici e troppo attuale è l’indipendenza, raggiunta solo nel 1991.

Armonia, quindi, riscuote consensi ma fallisce nel tentativo quindi di allargare la sua base, rimanendo essenzialmente il partito della minoranza russa, che costituisce circa un quarto dei due milioni degli abitanti dello stato.

La sua affermazione è però un duro colpo per il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, esponente di Unità, crollato al 6,7% dal 21,3% delle precedenti elezioni. Se infatti per Armonia sarà difficile costruire una maggioranza, altrettanto difficile sarà, per le altre forze, tenere fuori i filorussi dai giochi di governo. Lo stesso Dombrovskis su Twitter si è dichiarato «fiducioso che il mio paese sarà in grado di istituire un governo fermamente pro-europeo», ma dopo anni di grandi coalizioni volte a tenere Armonia fuori dai giochi, stavolta potrebbe essere davvero complicato un accordo del genere.