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Ostapenko e la storia sul suo nome: 'In Lettonia mi chiamano tutti Alona'

I genitori della numero 12 al mondo avevano originariamente scelto il nome Alona, non compreso però nel calendario lettone. Da lì la soluzione di sostituirlo con Jelena

Quando la campionessa in carica del Roland Garros viaggia in giro per il mondo, porta con sè un passaporto col nome di Jelena Ostapenko. Lo stesso nome, "J. Ostapenko', è stato fissato sulla coppa intitolata a Suzanne Lenglen un mese e mezzo fa.

Ma durante il match di quarti di finale a Parigi, un tifoso lettone ha intonato a gran voce il nome di “Al-Yo-Na", il che ha lasciato un po' perplesso il pubblico sugli spalti. Infatti, il nome originario della numero 12 al mondo è diverso da quello che il pubblico conosce.

In Lettonia lo sanno tutti ma qui nel circuito WTA no - ha ammesso la 20enne di Riga, che preferisce che la chiamino Alona. "Tutti sanno che a me piace più Alona, e quando seppur sapendo di questo fatto mi chiamano Jelena, non mi piace". I tifosi più accaniti la chiamano Alona da anni.

In lettone è scritto con una cediglia sotto la I, ma a volte può Aliona, Aljona o Alyona. Anabel Medina, coach della Ostapenko da quest'anno, ne sa qualche cosa della storia travagliata riguardante il nome della sua assistita. "Un paio di volte per sbaglio l'ho chiamata Jelena, si è girata e mi ha detto 'non chiamarmi Jelena!", ha raccontato la spagnola ridendo.

Ma da dove è nato tutto ciò? Ostapenko e la mamma, Jelena Jakovleva, dicono che il nome desiderato dalla famiglia era Alona, nome etnico ucraino che però hanno saputo che non può essere scritto nei documenti dal momento che non è compreso nel calendario lettone.

"Dovevo avere un nome lettone - ha raccontato Ostapenko - uno che fosse compreso nel calendario. Non potevano mettere Alona e hanno scelto Jelena perché era simile". Tuttavia gli esperti della cultura lettone sono perplessi riguardo alla scelta adottata dalla famiglia Ostapenko.

"Non ci sono restrizioni legali che impediscono l'uso del nome Alona sui documenti ufficiali - ha detto Karlis Bitenieks, del dipartimento di terminologia e traduzioni legali del Centro di Cultura Lettone.

Anche Paula Pralina, dell'Istituto Lettone, ritiene che non ci dovrebbero essere restrizioni per l'uso del nome Alona, aggiungendo però che potrebbero esserci state delle incomprensioni quando il nome è stato registrato.

"Il calendario serve solo per gli onomastici, non come lista di nomi da cui attingere per chiamare un bambino - ha detto Pralina - In generale, i lèttoni chiamano i loro figli come preferiscono. C'è chi sceglie nomi tradizionali e chi si inventa nomi completamente nuovi”. In realtà nemmeno nel calendario tradizionale della Lettonia c'è il nome Jelena.

Sia Jelena e Alona compaiono soltanto nella versione estesa dello stesso il giorno 18 agosto. Tuttavia dopo il grande successo al Roland Garros, le cose potrebbero cambiare. "Il governo lettone vuole mettere il nome Alona in calendario", ha detto un'orgogliosa Jakovleva.

La gente penserà che c'è un'altra giocatrice se metto un nome diverso". Di certo rimane una storia decisamente particolare e curiosa... .