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Settori produttivi

La transizione portata avanti dalla Lettonia negli anni ’90 verso un sistema di economia di mercato è stata complessa. La conseguenza si è tradotta, all’inizio degli anni ’90, in un rallentamento della performance economica che solo dopo la prima metà del decennio ha iniziato a rimettersi in corsa accelerando.
Da quel momento, come nel caso di altre economie post-socialiste, il settore dei servizi è stato protagonista di una crescita sostenuta, a discapito di settori quali l’agricoltura e l’industria. Basti pensare che, in prezzi correnti, la quota dell’agricoltura (compresa la pesca) è scesa dal 23.1% del PIL nel 1990 al 4% nel 2006. Allo stesso tempo, però, l’11% della forza lavoro è impiegata nel settore agricolo. Il problema prevalente che caratterizza il mondo agricolo è rappresentato dalla bassa produttività dovuta alle piccole dimensione delle fattorie lettoni, alla scarsa qualità del suolo nonché all’obsolescenza dei macchinari.

Per quanto riguarda il settore industriale, invece, va ricordato che non è riuscito a far fronte alla concorrenza internazionale dopo l’avvenuta liberalizzazione degli scambi nei primi anni ’90. Nel 1991 comunque, l’industria lettone è stata sottoposta ad un processo di modernizzazione che le ha permesso di riguadagnare competitività nel campo dell’industria meccanica e in quello dell’industria leggera. Nel corso degli anni ’90 e nei primi anni del XXI secolo la grande produzione era rappresentata dai prodotti agricoli e da quelli alimentari. Tuttavia, l’industria del legno è cresciuta lentamente negli ultimi anni e, nel complesso, il settore manifatturiero ha contribuito al 12% del PIL, mentre la produzione di elettricità, acqua e gas ad uno scarso 3%.
Al contrario, invece, il settore dei servizi, a partire dall’indipendenza del 1991, è cresciuto senza battute d’arresto passando dal 33% circa del PIL nel 1991 al 74% nel 2006. Nello specifico, i servizi finanziari e quelli commerciali hanno registrato i maggiori picchi di crescita.
Infine il settore manifatturiero ha contribuito al quasi 13% del PIL.

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