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Inport & export

La Lettonia è un piccolo paese con un alto grado di apertura al commercio internazionale Nel II trimestre 2009 l’interscambio complessivo della Lettonia ha fatto registrare una rilevante flessione, esso è stato infatti di oltre 5,869 miliardi di Euro, ovvero il 34,32% in meno rispetto all’interscambio fatto registrare nello stesso periodo dello scorso anno.
In tale periodo, la Lituania risulta essere ancora il principale partner della Lettonia con un interscambio totale registrato pari a Euro 888,2 milioni (-36,35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), mentre l’ammontare raggiunto dall’interscambio con la Russia, anch’esso in netta diminuzione, è di 746,7 milioni di Euro (-25,5% rispetto al II trimestre 2008).
Troviamo poi la Germania in forte flessione(-43,48%), l’Estonia (-32,21%), e la Polonia (-34,69%).

Importazioni

Per le importazioni, il principale partner nel 2008 è stato la Lituania con il 16,1% di quota (-39,0% rispetto al 2008) al secondo posto la Russia (-21,7% rispetto al 2008) che scavalca la Germania che con il 12,9% di quota passa al terzo posto con una flessione netta del 50,5%; seguono la Polonia (-31,2%) che a sua volta si affianca all’Estonia (-40,8%).
La Lettonia ha importato, nel periodo in esame, principalmente combustibili, oli minerali e loro distillazione (-23,7%), a seguire reattori, caldaie, apparecchi e congegni meccanici (-47,9%), macchine, apparecchiature e materiale elettrico (-45,8%).
Le importazioni della Lettonia dall’UE nel 2008, hanno rappresentato il 75,5% del totale, anche se hanno fatto registrare una diminuzione netta del 41,8 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Importazioni lettoni dall’Italia

Le importazioni lettoni dall’Italia sono diminuite del 39,84% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con una quota del 3,6% sulle intere importazioni lettoni, l’Italia si colloca al nono posto nella graduatoria dei paesi fornitori della Lettonia, con un ammontare pari a Euro 122,2 milioni per il primo semestre del 2009.
Nel primo semestre del 2009 i principali prodotti importati dall’Italia sono stati: 1) reattori, caldaie, macchine, apparecchi e congegni meccanici (HS84); 2) mobili, apparecchi per illuminazione (HS94); 3) indumenti ed accessori di abbigliamento, a maglia (HS61).

Esportazioni

Le esportazioni lettoni, nei primi sei mesi del 2009, sono sensibilmente diminuite del 26,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le importazioni sono diminuite del 39,3%, generando un relativo miglioramento della Bilancia commerciale.
Tra i principali mercati di esportazione al 1 posto figura la Lituania (-32,2% sul totale esportato), seguita dall’Estonia (-24,6%), che ha superato la Russia (-30,1%), Germania (-4,3%).
Il legno e gli articoli da esso derivati restano i principali prodotti di esportazione lettone, anche se la vendita all’estero di tali prodotti ha subito una brusca riduzione rispetto allo scorso anno (-37,8%). In Lettonia vengono svolte numerose fasi di lavorazione per conto di aziende del settore legno di altri Paesi.
Seguono reattori nucleari, caldaie macchine apparecchi e congegni metallici, parti (-18,2%) Ghisa, ferro e acciaio (-49,9%), macchine, apparecchi e materiali elettrici (-23,8%). Le uniche performance positive di un certo rilievo le hanno fatte registrare i prodotti farmaceutici (11,3%) e i combustibili minerali, oli minerali e prodotti della loro distillazione (8,9%) Le esportazioni lettoni verso i Paesi UE hanno rappresentato nel 2008 il 68,6% del totale esportato, facendo registrare una forte flessione del 30,7% sul valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Esportazioni lettoni in Italia

Le esportazioni lettoni verso l’Italia sono diminuite nel periodo in esame del 29,38% rispetto allo stesso periodo del 2008, facendo scendere il nostro paese al 16 posto nella graduatoria dei mercati di esportazione della Lettonia, con una quota dell’1,6%.

Interscambio

L’interscambio commerciale bilaterale tra Italia e Lettonia ha subito una significativa contrazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-37,59%), nonostante ciò – come lo scorso anno - l’Italia figura ancora all’11 posto tra i partner commerciali della Lettonia In generale, se presso il grande pubblico il “Made in Italy” raccoglie unanimi consensi e rappresenta un atout non trascurabile in una nazione dove la simpatia per il nostro Paese è alta, i dati di import/export mostrano che in realtà lItalia e soprattutto un Paese fornitore di macchinari e altri beni di investimento. I prodotti della meccanica e le attrezzature, l’abbigliamento e le calzature, oltre ai prodotti alimentari , sono i settori nei quali la penetrazione commerciale italiana si e fin qui meglio affermata e da cui occorre partire per impostare un coerente programma promozionale.

La lontananza geografica del mercato lettone e le sue ridotte dimensioni, sia in termini di popolazione (poco meno di 2,3 milioni di abitanti), che di potere d’acquisto (lo stipendio medio lordo mensile si attesta intorno agli 670 Euro), ed il reddito pro-capite (pari a circa al 50 % ca. della media dei Paesi UE), sembrano essere fattori poco incentivanti per le piccole e medie imprese italiane. Unanalisi più attenta evidenzia che questi fattori sono però più che compensati dai vantaggi rappresentati:

•dall’appartenenza del Paese all’Unione Europea;
•dalla posizione geografica che, come mostra la rilevanza economica del “traffico di transito” sulleconomia del Paese, fa della Lettonia un hub logistico naturale di un mercato più vasto, costituito dalle altre Repubbliche baltiche, dalle regioni nord-occidentali della Russia.

Si ritiene opportuno qui richiamare lattenzione sul fatto che per rendere competitivo il suo sistema industriale nellUE e nelleconomia internazionale, la Lettonia ha bisogno di continuare ad ammodernare i suoi macchinari ed equipaggiamenti. Finora, a trasformare questo bisogno in opportunità per il Sistema Italia sono stati soprattutto gli operatori lettoni comprando “italiano”, più che le imprese italiane ad aver venduto in Lettonia.

Il debole interesse fin qui registrato da parte delle imprese italiane per il mercato lettone si auspica possa presto venir modificato.

Un interessante occasione in questo senso potrebbe essere rappresentata dal forte stimolo offerto dai programmi di sviluppo delle tre Repubbliche Baltiche, nel loro insieme, programmi ampiamente sostenuti dai fondi strutturali 2007-2013 messi a disposizione dall'Unione Europea che si stima saranno pari al 3-4% del PIL di ciascun Paese . Fondi che la recente crisi rende, di fatto, gli unici prontamente attivabili e spendibili nel breve periodo.

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