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Opportunità

Opportunità per il made in Italy

In generale, se presso il grande pubblico il “Made in Italy” raccoglie unanimi consensi e rappresenta un atout non trascurabile in una nazione dove la simpatia per il nostro Paese è alta, i dati di import/export mostrano che in realtà lItalia e soprattutto un Paese fornitore di macchinari e altri beni di investimento. I prodotti della meccanica e le attrezzature, l’abbigliamento e le calzature, oltre ai prodotti alimentari , sono i settori nei quali la penetrazione commerciale italiana si e fin qui meglio affermata e da cui occorre partire per impostare un coerente programma promozionale.
La lontananza geografica del mercato lettone e le sue ridotte dimensioni, sia in termini di popolazione (poco meno di 2,3 milioni di abitanti), che di potere d’acquisto (lo stipendio medio lordo mensile si attesta intorno agli 670 Euro), ed il reddito pro-capite (pari a circa al 50 % ca.
della media dei Paesi UE), sembrano essere fattori poco incentivanti per le piccole e medie imprese italiane. Unanalisi più attenta evidenzia che questi fattori sono però più che compensati dai vantaggi rappresentati: • dall’appartenenza del Paese all’Unione Europea; • dalla posizione geografica che, come mostra la rilevanza economica del “traffico di transito” sulleconomia del Paese, fa della Lettonia un hub logistico naturale di un mercato più vasto, costituito dalle altre Repubbliche baltiche, dalle regioni nord-occidentali della Russia.
In questa fase di acuta incertezza circa i tempi e le modalità di evoluzione della crisi internazionale, ICE Riga ritiene che: • limprenditoria locale risponderà alla crisi intensificando lo sforzo di ammodernamento sia dei prodotti che degli impianti. In questo senso il comparto più promettente per l’export italiano dovrebbe rimanere quello dei beni di investimento, (macchine lavorazione metalli, macchine lavorazione legno, macchine per imballaggio, macchine per industrie alimentari, macchine e apparecchi elettrici, etc., e beni di investimento come impianti di co-generazione di energia, etc.); • più che altrove, i consumi privati dovrebbero continuare a contrarsi. A farne le spese saranno soprattutto i prodotti del “Made in Italy” di qualità media mentre saranno stabili o cresceranno i consumi di prodotti di lusso; • i fondi strutturali U.E. 2007-20013 (5.1 miliardi di ) saranno chiamati a svolgere un ruolo decisivo per il superamento della crisi.
Si ritiene opportuno qui richiamare lattenzione sul fatto che per rendere competitivo il suo sistema industriale nellUE e nelleconomia internazionale, la Lettonia ha bisogno di continuare ad ammodernare i suoi macchinari ed equipaggiamenti. Finora, a trasformare questo bisogno in opportunità per il Sistema Italia sono stati soprattutto gli operatori lettoni comprando “italiano”, più che le imprese italiane ad aver venduto in Lettonia.
Il debole interesse fin qui registrato da parte delle imprese italiane per il mercato lettone si auspica possa presto venir modificato.
Un interessante occasione in questo senso potrebbe essere rappresentata dal forte stimolo offerto dai programmi di sviluppo delle tre Repubbliche Baltiche, nel loro insieme, programmi ampiamente sostenuti dai fondi strutturali 2007-2013 messi a disposizione dall'Unione Europea che si stima saranno pari al 3-4% del PIL di ciascun Paese . Fondi che la recente crisi rende, di fatto, gli unici prontamente attivabili e spendibili nel breve periodo.
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